OPUSCOLO

28 MAGGIO 1974: 19 ANNI DOPO.

LA SENTENZA DEL GIUDICE ISTRUTTORE GIAMPAOLO ZORZI, DEPOSITATA IL 23.5.1993 PRESSO LA CANCELLERIA DEL TRIBUNALE PENALE DI BRESCIA. IL TESTO INTEGRALE

Il fascicolo curato dalla Fondazione Calzari Trebeschi, riproduce integralmente la sentenza-ordinanza del G.I. Zorzi, che ha indagato alcuni aspetti investigativi necessitanti di ulteriori approfondimenti e verificati dopo il rinvio a giudizio degli imputati della “pista milanese” Ferri, Stepanoff e Latini. Lo stralcio dell'inchiesta ha individuato i seguenti spunti d'indagine: “Il “siluro” Bongiovanni Ivano”; “L'appuntamento mancato con Gianni Guido a Buenos Aires”; “La fonte “Tritone””; “La confessione scritta”; “La sterile pista mantovana”; “Il “solito” S.I.S.M.I.”; “La mancata strage all'Arena di Verona”; “L'ombra sinistra degli Ustascia”; “Gladio”; “La restante attività istruttoria (in estrema sintesi)”. Del presente pronunciamento giudiziario, rimangono indelebili le certezze relative alla “politicità della strage” ed al cosiddetto “marchio di fabbrica”. Gli imputati del procedimento giudiziario erano tutti estremisti legati all'ambiente nero milanese: Fabrizio Zani, Marco Ballan, Giancarlo Rognoni, Bruno Luciano Berardelli e Marilisa Macchi.

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