SANGUE ROSSO LAME NERE

STORIE DI MILITANZA ANTIFASCISTA. PRESENTAZIONE DI BIANCA BRACCI TORSI

CATEGORIA: STRATEGIA DELLA TENSIONE
NUMERO: 1441 – 1909
CASA EDITRICE: ODRADEK EDIZIONI – www.odradek.it
COLLANA:COPERTINA PHOTOGRAMMA DI LUANA BORGOGNONI E MARCO SPADONI
AUTORI: PITONI FEDERICA – GRAMICCIA ROBERTO – GIORDANO FRANCESCO – SFERINI MASSIMO – GERMINIANI ATHOS – PERAZZOLI LUCIA – DE CESARIS WALTER – MUSUMECI CARMELO – PIREDDA ROSSANA – LUPOLI TOMMASO – CARROCCIA GIUSEPPE – URSELLA CLAUDIO – IRITI MARIA NATALIA – TORSI BRACCI BIANCA (PRESENTAZIONE)
CITTA’: ROMA
MESE/ANNO: MAGGIO 2011
ISBN: 978-88-96487-16-7
ARGOMENTI: PRINCIPESSA CIRO  RESISTENZA  NEOFASCISMO   G8  GENOVA  SERANTINI FRANCO
Dodici racconti di storia e memoria, fantasia e realtà che costituiscono forse un primo esempio di narrativa nella produzione, pur vasta e pregevole, ma essenzialmente limitata alla memorialistica ed alla saggistica degli ultimi cinquanta anni della nostra storia. Una risposta di scrittura militante al riproporsi inquietante di cupi fantasmi del passato. Alcuni racconti ricostruiscono vicende note come l’agonia di Franco Serantini nel carcere di Pisa, l’aggressione fascista durante un attacchinaggio elettorale, altri descrivono una presa di coscienza che può nascere dall’incontro di una ragazza con una prostituta, dal turno di guardia di un giovane poliziotto ad una manifestazione di ex partigiani, o dal colloquio fra un adolescente passato per la mattanza di Genova ed il nonno partigiano torturato dai nazifascisti. Ma ci regalano anche la disperata confessione di un momento di paura che è costato la vita ad un compagno, la dolcissima e straziante storia di un amore che non riesce a vincere la morte, e l’incontro di una giovane insegnante, che crede ai sogni dei bambini, con Ciro Principessa, trent’anni dopo la sua morte. Dodici storie che ogni autore portava dentro e nelle quali ogni lettore troverà qualcosa di sé e del suo tempo. Narrazioni, se si vuole. Ma senza il tormento dei generi. Racconti che dalla storia sono implicati, ma che riluttano all’affabulazione e alla falsificazione, interpretano la realtà piuttosto che fingerne una più o meno parallela.