COME UNA LAMA

NUOVA EDIZIONE CON UN TESTO INEDITO DELL’AUTRICE. CON UNA NOTA DI MASSIMO CIRRI
CATEGORIA: DOZIER JAMES LEE
NUMERO: 2122
CASA EDITRICE: VENTURA EDIZIONI – https://www.venturaedizioni.it/prodotto/come-una-lama/
AUTORE: PICHI MARIA VITTORIA – CIRRI MASSIMO (NOTA)
COLLANA: PAROLE MADRI
PROGETTO GRAFICO: DIGITECH SRL
CITTÀ: SENIGALLIA
ANNO E MESE: MARZO 2018
ISBN: 978-88-99342-62-3
ARGOMENTI: SEQUESTRO DOZIER  CARCERE  LOTTA ARMATA
“Come una lama” racconta la storia dell’autrice, la farmacista Maria vittoria Pichi, militante politica di sinistra arrestata insieme al compagno per un crimine politico mai commesso nel 1981 e rinchiusa in carcere per 100 giorni prima di essere scarcerata e prosciolta. Una scrittura asciutta che non sconfina mai nell’analisi sociologica o nell’affresco politico ma che si concentra nello svelare l’urgenza della narrazione. Parole che cercano di afferrare un passato profondo come una ferita. Man mano che le pagine scorrono si scompongono le immagini di una stagione precisa della storia recente del nostro paese: il sequestro del generale americano Dozier e la necessità delle forze dell’ordine di arrivare ai colpevoli in tempi rapidi, l’esperienza di vita prima che politica all’interno del movimento, la fatalità di alcuni volantini lasciati nel momento e nel luogo sbagliato. E poi un vortice di forzature ed errori fino all’arresto di Maria Vittoria nella farmacia a 20 chilometri di Padova e il suo trasferimento nel carcere femminile di Venezia. Un racconto che restituisce il senso di straniamento di quei mesi vissuti dalla protagonista: l’interrogatorio nel quale costringono a scandire il significato di una canzone in dialetto marchigiano regalatole da un amico del padre come fosse un pericoloso messaggio in codice, la permanenza alla Giudecca con le zingare compagne di cella alla quale scriveva le lettere indirizzate ai loro mariti, la vita durissima in carcere e quella solidarietà che nasce solo nelle condizioni di estremo dolore. Un viaggio doloroso fino al termine della notte per scoprire che non è mai finita fino in fondo perché dopo quei giorni nulla è stato più come prima. Con un interrogativo di fondo reso ancora più straziante dalla perdita del compagno di allora:” E se le cose fossero andate diversamente, se non ci fosse stato l’arresto? Che vita avremmo avuto? Che vita avrei avuto?”.