CATEGORIA: FELTRINELLI GIANGIACOMO (GIANGI)
Un libro che riassume la storia personale e politica di Giangiacomo Feltrinelli. La scelta narrativa attraverso la quale ci viene rappresentata l’irrequieta esistenza dell’editore si dispiega attraverso la ricostruzione puntuale della sua storia privata in capitoli alternati a quelli connessi al suo modo di intendere ed interpretare gli avvenimenti politici e sociali che hanno caratterizzato gli anni ’60 e ’70: come binari che scorrono paralleli per incontrarsi soltanto nella parte finale del testo. Solo allora l’aspetto più intimo di Feltrinelli – caratterizzato da un’infanzia certamente travagliata per quanto riguarda gli affetti familiari/coniugali, associata ad una grande capacità imprenditoriale non disgiunta di importanti intuizioni editoriali – si intreccia con la figura del “sognatore e rivoluzionario”. E’ quello il tempo delle scelte decisive. Dalle quali egli non si sottrarrà, fino a collocarlo – il 14 marzo ’72 – sotto quel traliccio. E grazie ai documenti dell’inchiesta sulla sua morte ed alle numerose testimonianze inedite raccolte dall’Autore che il volume fin dalla prime pagine sgombra il campo da qualsiasi ricostruzione dietrologica: non si trattò di omicidio, quanto di un tragico incidente “sul lavoro”, polemizzando con chi – fin d’allora e nel corso degli anni successivi – strumentalizzerà la sua fine “chiamando in causa ipotetici complotti orditi da servizi segreti di varia nazionalità”.
NUMERO: 2500
CASA EDITRICE: CHIARELETTERE EDITORE – www.chiarelettere.it/libro/gli-ultimi-giorni-di-giangiacomo-feltrinelli-aldo-grandi-9788832964912.html
COLLANA: REVERSE – PAMPHLET, DOCUMENTI, STORIE
AUTORE: GRANDI ALDO
CITTÀ: MILANO
ANNO E MESE: FEBBRAIO 2022
ISBN: 9788832964912
ARGOMENTI: FELTRINELLI GIANGIACOMO SEGRATE SERVIZI SEGRETI PIAZZA FONTANA STRATEGIA DELLA TENSIONE CIA MOSSAD NEOFASCISMO LOTTA ARMATA BRIGATE ROSSE MACCHIARI IDALGO SCALZONE ORESTE CURCIO RENATO FRANCESCHINI ALBERTO SOFRI ADRIANO PIPERNO FRANCO MORUCCI VALERIO
Il 15 marzo 1972, a Segrate, nei pressi di Milano, viene trovato il cadavere di un uomo sotto un traliccio dell’alta tensione, il corpo dilaniato dall’esplosione di un ordigno rudimentale. Nemmeno ventiquattr’ore e tutti sanno di chi si tratta: Giangiacomo Feltrinelli, editore geniale, estremista che dopo la strage di Piazza Fontana ha scelto la clandestinità, ma anche una delle persone più ricche d’Italia. Sono passati cinquant’anni e sebbene ci sia ancora chi dietro la sua morte vede le ombre della Cia o del Mossad, dei fascisti o di un compagno che lo avrebbe tradito, ben pochi sono i dubbi su quella tragica fine. Ciò che invece colpisce è come, nel racconto della lotta armata che ha segnato gli anni Settanta in Italia, Giangiacomo Feltrinelli rappresenti il centro della scena, il simbolo di una stagione e di una generazione. Accanto a lui si muovono tanti dei protagonisti di allora: Piperno, Scalzone, Morucci, Curcio, Franceschini, Sofri e moltissimi altri. Attraverso documenti e testimonianze, molte delle quali inedite, Aldo Grandi ricostruisce con passione una storia tragica e indimenticabile, tenendo sempre sullo sfondo l’Italia di quegli anni. Gli ultimi giorni di Feltrinelli sono il momento in cui la lotta armata arriva al suo punto di non ritorno. Il 3 marzo 1972 le Br compiono il loro primo sequestro, il dirigente della Sit Siemens Idalgo Macchiarini; l’11 marzo la città di Milano è messa a ferro e fuoco dagli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Il tappo è saltato, l’insurrezione sembra imminente. È in quel frangente che Feltrinelli sente l’urgenza e la responsabilità di entrare in azione. È arrivato il suo momento, serve un gesto esemplare, il blackout di un’intera città. Finirà come lui stesso aveva profetizzato: “Se un giorno troverete il cadavere di un uomo nudo, quel cadavere è il mio”.