TERRORISMO ITALIANO

CON UN TESTO DII EDOARDO ALBINATI

CATEGORIA: LOTTARMATA (SINISTRA)

NUMERO: 2674 – SEZIONE PICCOLO FORMATO

CASA EDITRICE: ISTITUTO DELLA ENCICLOPEDIA ITALIANA – TRECCANI LIBRI www.treccanilibri.it/catalogo/terrorismo-italiano/
COLLANA: VOCI
AUTORE: BIANCONI GIOVANNI
CITTÀ: ROMA
ANNO E MESE: APRILE 2022
ISBN: 9788812009947
ARGOMENTI: TERRORISMO  STRATEGIA DELLA TENSIONE  LOTTA ARMATA  ANNI DI PIOMBO  BRIGATE ROSSE  SEQUESTRO MORO  ANNI SETTANTA
350 morti e più di 1000 feriti: è il bilancio delle vittime del terrorismo italiano. Le radici di questo capitolo sanguinoso della storia italiana vanno rintracciate oltre cinquant’anni fa, in quel 1968 che, scosso dalla nascita delle rivolte studentesche e operaie e dai violenti scontri di piazza, vide formarsi le prime profonde fratture negli equilibri politici del paese. Da lì fu un crescendo di attentati volti ad alimentare la paura collettiva che culminarono, il 12 dicembre del 1969, nella drammatica strage di piazza Fontana. Ma era solo l’inizio. Giovanni Bianconi ripercorre  i momenti salienti di questo tragico fenomeno della  nostra storia – le stragi di piazza della Loggia a Brescia,  di Peteano, quella alla questura di Milano, l’Italicus,  gli intrecci tra eversione nera e apparati istituzionali,  la nascita delle Brigate Rosse e i sanguinosi agguati che  seguirono, il rapimento e l’omicidio di Aldo Moro,  le uccisioni di agenti di polizia e magistrati, fino alla  dissoluzione degli ultimi gruppi armati alla fine degli anni  Ottanta – caratterizzato da estremismi e contraddizioni  con cui si è ritrovato a fare i conti l’ex terrorista Cesare  Battisti, rinchiuso dal 2019 nel carcere di Oristano e costretto  ad ammettere che quello di cui fece parte fu «un movimento  disastroso che ha stroncato una rivoluzione culturale  e sociale che aveva preso avvio nel 1968». Lo stesso fenomeno che ha ridato corpo alle “ombre rosse” nella primavera del 2021, quando sono stati arrestati altri dieci ex militanti di organizzazioni rivoluzionarie degli anni Settanta condannati per reati di sangue che avevano trovato rifugio in Francia. A dimostrazione di una storia conclusa ma della quale l’Italia fatica a scrivere la parola “fine”.