SETTE GIORNI

BATTIPAGLIA. UN GOVERNO SENZA QUALITA’

CATEGORIA: SETTE GIORNI

NUMERO: 2872 – FALDONE SETTE GIORNI

CASA EDITRICE: SETTE GIORNI
COLLANA: IN ITALIA E NEL MONDO
AUTORI: AA.VV.
CITTÀ: ROMA
ANNO E MESE: 20 APRILE 1969 – ANNO III
ISBN:
ARGOMENTI: CARCERE  BATTIPAGLIA  ESERCITO  PRAGA
Nella direzione e nei collaboratori si può leggere il percorso del settimanale che rappresenta, in quegli anni travagliati e nei giorni della contestazione, un punto di riferimento per molti giovani, cattolici e no, che respingevano l’attrazione dei movimenti extraparlamentari. Ruggero Orfei, era stato appena escluso dalla collaborazione con l’ Italia, il quotidiano cattolico milanese, e Piero Pratesi aveva lasciato l’incarico di vicedirettore dell’Avvenire d’Italia. Nessuno dei due iscritto alla Dc, anche se Pratesi era stato direttore de Il Popolo, quotidiano del partito. I due direttori, con Michele Torre, chiamano a collaborare forzanovisti, cattolici senza partito, socialisti vicini all’area di sinistra guidata da Riccardo Lombardi, intellettuali di varia provenienza. Sfogliando l’elenco dei collaboratori si comprende il ruolo giocato dal settimanale: da Franco Bassanini a Luciano Benadusi, da Giovannibattista Cavallaro a Luigi Covatta, per proseguire con Giangiacomo Migone, Pino Di Salvo, Giorgio Girardet, Giovanni Gozzer, Mario Gozzini, Giancarlo Lizzeri, Sandro Magister, Italo Moscati, Pippo Ranci, Emanuele Ranci Ortigosa, Fausto Spegni, Alberto Tridente, Padre Maria Turoldo, Adriana Zarri. Certamente mancano nell’elenco altri nomi prestigiosi. Settegiorni conclude la sua vita il 7 luglio del 1974 dopo una campagna referendaria sul divorzio che vede la direzione di Settegiorni favorevole al “no” in contrasto con la linea ufficiale della Dc. Da tempo i conti del bilancio erano in rosso, ma la vera ragione della chiusura sembra essere quella di un cambiamento radicale del clima politico. Nel 1972 il settimanale aveva simpatizzato per l’Acpol senza però aderire al Movimento politico dei lavoratori, presentato senza fortuna da Livio Labor alle elezioni di quell’anno.