RAFFICHE DI BUGIE A VIA FANI

STATO E BR SPARANO SU SU ALDO MORO

CATEGORIA: MORO ALDO

NUMERO:  M269
CASA EDITRICE: LAPORTA PIERO – www.pierolaporta.it
COLLANA:
PROGETTO EDITORIALE E COPERTINA: PIETRO LAPORTA
AUTORE: LAPORTA PIERO
CITTÀ:
MESE E ANNO: 2023
ISBN: 979-8385587193
ARGOMENTI: SEQUESTRO MORO  VIA FANI  BRIGATE ROSSE  SISMI  SISDE  STAY BEHIND  STASI
Raffiche di Bugie a Via Fani – Stato e BR Sparano su Aldo Moro smonta le falsità delle Istituzioni dello Stato, dei BR e della stampa, sul rapimento, sulla tortura e l’assassinio di Aldo Moro. Egli fu torturato. I documenti dell’autopsia sono stati manipolati per nascondere a tutte le commissioni parlamentari e alla magistratura che subì la frattura di 4 costole e un vasto edema cerebrale. L’autore fornisce le prove che Aldo Moro non era a via Fani durante la strage e tentò, attraverso le lettere, di comunicarlo a Francesco Cossiga e alla Signora Moro. A via Mario Fani c’era esplosivo ad alto potenziale, verosimilmente piazzato da Carlos lo Sciacallo. Raffiche di Bugie a Via Fani, una controinchiesta documentata e clamorosa, che smaschera le bugie dello Stato, dei BR e della stampa dal giorno di via Mario Fani, dal 16/03/1978. Dall’Introduzione del prof. Antonino Galloni: «L’assenza di Aldo Moro in Via Fani alle 9.02 di quella mattina pro-viene da tre differenti e convergenti fonti. La prima è nella vasta e pesante quantità di bugie dello Stato e, soprattutto, nell’impossibilità, dimostrata e pure testimoniata da un autorevolissimo professionista (pluricitato nel testo di Laporta), che le Brigate Rosse potessero sparare con la necessaria precisione, senza ferire o uccidere Aldo Moro. La seconda proviene dagli anagrammi. La terza, prima ancora degli anagrammi, dall’indagine filologica cui Laporta sottopone le lettere a Cossiga e alla Signora Moro. Laporta fa giustamente notare che gli anagrammi, pur nella loro adamantina coerenza e nitida trasparenza nel metodo, devono essere sottoposti a ulteriore verifica. L’indagine filologica ha, invece, una propria autonoma validità; e sgomenta che si sia atteso quasi mezzo secolo per identificarla, per ma-no di Laporta; il quale, giustamente, rivendica la propria condizione di filologo “dilettante”. Gli esiti, tuttavia, non sono da dilettante.» (amazon.it)