LIBRO

LA POTENZA DELL’ERRARE

SULLA STORIA DELL'OCCIDENTE

Raccolta di scritti del filosofo bresciano che alle pagine 273÷275 – “Piazza della Loggia” – si occupa anche della strage. Esplicita la tesi suggerita dal grande pensatore con riferimento all’attentato del 28 maggio. Tale ipotesi viene riassunta in alcuni brani del testo che evidenziano il contesto politico internazionale all’interno del quale attentati come quello di Brescia – ma non soltanto – vennero a verificarsi: “C’era il problema dell’avanzata del Partito comunista italiano, che con i consensi elettorali ottenuti stava andando verso la conquista democratica del governo – e, questo, all’interno di una situazione internazionale dove la sfera d’influenza degli Stati Uniti, alla quale l’Italia apparteneva, non avrebbe mai consentito che al governo, in Italia, ci andassero i comunisti. (…) Di fronte alla possibilità di una conquista democratica del potere da parte del comunismo, tale forza agisce in modo che il Pci risponda agli attentati terroristici con azioni illegali, che avrebbero consentito il ripristino autoritario della legalità e, con la messa al bando del Pci, l’eliminazione del pericolo comunista.

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