ALCIDE BERLOFFA

GLI ANNI DEL PACCHETTO. RICORDI RACCOLTI DA GIUSEPPE FERRANDI

CATEGORIA: ALTO ADIGE
NUMERO: 1907
CASA EDITRICE: EDITION RAETIA – www.raetia.com
COLLANA: LIBRI STORICI 
IDEAZIONE GRAFIA DALL’O & FRIENDS, BOLZANO
IMPAGINAZIONE TYPOPLUS, FRAGARTO
AUTORE: BERLOFFA ALCIDE – FERRANDI GIUSEPPE (RACCOLTA)
CITTA’: BOLZANO
ANNO: 2004
ISBN: 88-7283-212-8
ARGOMENTI: ALTO ADIGE  SUDTIROL  NOTTE DEI FUOCHI   SESSANTA  DE GASPERI ALCIDE  ONU   MORO ALDO  TRENTINO
Alla fine della seconda guerra mondiale l’Alto Adige era, in larga misura, una terra animata da nostalgie irredentistiche, dalle forti reazioni al fascismo e dalle delusioni maturate dopo le massicce opzioni per la Germania nazista del 1939. In queste condizioni i sudtirolesi e gli altri gruppi hanno poi vissuto la conferma del confine del Brennero, la continuità della convivenza con gli immigrati di lingua italiana arrivati in Alto Adige col fascismo, nonché l’avvio tormentato dell’applicazione dell’accordo Degasperi-Gruber del 1946 e dello Statuto di autonomia del 1948. Questo era il contesto nel quale si è sviluppata la lunga storia di incontri, trattative, gesti di buona volontà non sempre corrisposti, e in cui Alcide Berloffa ha iniziato l’esperienza pubblica. Esperienza poi alimentata nel consiglio comunale di Bolzano, alla Camera dei Deputati, nei comitati governativi di studio fino al coordinamento delle commissioni paritetiche per l’attuazione del nuovo Statuto da lui svolto per vent’anni, quindi fino alla chiusura concordata della controversia con l’Austria. Così, nella sua attività e in quella di altri personaggi, si è andato gradualmente abbozzando un disegno che ha disarmato le reciproche diffidenze per stabilire nuove basi di bene comune per la convivenza costruttiva dei tre gruppi all’interno della Repubblica italiana. Le vicende del tutto singolari che hanno portato a questo risultato positivo, sono, per buona parte, poco conosciute. Pertanto, superato il limite fatidico del “duemila”, vanno raccontate e Berloffa è nelle condizioni per farlo. Nel suo ricordo, sullo sfondo della Roma degli anni dal ’50 al ’90, della Bolzano del pesante confronto tra i gruppi, della Vienna delle diffidenze e, poi, della buona volontà e della speranza, si muovono personaggi che in una sintesi variegata di convinzioni e di comportamenti hanno dato esempio di buona volontà e di coerenza rispetto ai principi morali e politici che qualificano, nell’interesse generale, anche l’impegno per un’Europa unita nella pace e nella solidarietà.