GIORGIO AMBROSOLI OGGI NELLE PAROLE DEL FIGLIO. PREFAZIONE DI CARLO AZEGLIO CIAMPI
Giorgio Ambrosoli fu ucciso a Milano l’11 luglio 1979 da un killer, su mandato del bancarottiere Michele Sindona. Aveva passato gli ultimi cinque anni della sua vita assolvendo a un incarico importante e gravoso: la liquidazione coatta della Banca privata italiana di Sindona, punto di snodo di un intero sistema politico-finanziario corrotto e letale. L’avvocato Ambrosoli era consapevole dei rischi, della solitudine e delle difficoltà e lo divenne sempre di più. Scriveva alla moglie: «Pagherò a caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il Paese […] qualunque cosa succeda, comunque, tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo». Questo libro propone la storia di Ambrosoli da un punto di vista inedito e significativo: lo sguardo del più giovane dei suoi figli, oggi avvocato a sua volta. Sulla base dei ricordi (personali, familiari, di amici e collaboratori), dei documenti e delle agende del padre, delle carte processuali e di alcuni filmati dell’archivio Rai, racconta non solo la vita di Ambrosoli nell’Italia di quegli anni ma anche quella della sua famiglia, prima e dopo la morte. Il racconto illumina il carattere esemplare delle scelte di Giorgio Ambrosoli, la sua coerenza agli ideali di libertà e responsabilità e, insieme, sottolinea il valore positivo di una storia ancora straordinariamente attuale: «Quanto è accaduto a papà è una storia attuale, in ogni momento, e anche oggi potrebbe ripetersi. Senza la coscienza dei singoli che scelgono di rispettare le norme e con esse la convivenza civile, le leggi da sole non bastano a salvare una società». (sironieditore.it)
