Categoria: BOLOGNA (STRAGE ALLA STAZIONE)
Occidente, il romanzo di Ferdinando Camon sul terrorismo, esce per la prima volta da Garzanti nel 1975, proprio nel periodo più violento degli anni di piombo. Per la prima volta uno scrittore indaga nella piche dei terroristi che in nome dell’Occidente teorizzano il diritto di strage, seminano sgomento e morte attraverso le bombe. Questo viaggio dentro la mente dei terroristi all’epoca fece molto scalpore e Camon si trovò al centro di un dibattito complesso per aver scritto un libro incendiario e provocatorio. Sotto la lente dello scrittore il terrorismo rosso e nero e al centro della narrazione la definizione psicologica dei personaggi – demoni e la loro attitudine a creare il caso attraverso la violenza e la strage. Franco, il leader dei terroristi neri è un individuo che teme la morte che trema davanti al pensiero che un giorno la vita finirà. In preda a questa ossessione si fa portatore di morte. Poi c’è Miro, terrorista rosso, che non sogna di distruggere la società, ma vuole cambiare il sistema con la violenza contro coloro che appartengono allo Stato. Camon entra nel cuore della deriva nichilista del terrorismo nero in cui prevale la visione dell’individuo e di quello rosso che guarda alla massa. Occidente resta ancora oggi un libro fondamentale per chiunque voglia comprendere la stagione degli anni di piombo con le trame dell’eversione neo –fascista e la violenza del terrorismo rosso.
