RICORDARE STANCA

L’ASSASSINIO DI MIO PADRE E LE ALTRE FERITE MAI CHIUSE. DAL FIGLIO DELLA PRIMA VITTIMA DELLE BRIGATE ROSSE. UN ATTO D’ACCUSA CONTRO L’USO MEDIATICO DELLA MEMORIA

CATEGORIA: COCO FRANCESCO
NUMERO: 1532
CASA EDITRICE: SPERLING & KUPFER EDITORI – www.sperling.it
COLLANA: SAGGI
COPERTINA: GETTY IMAGES
AUTORE: COCO MASSIMO
CITTA’: MILANO
AMESE/ANNO: OTTOBRE 2012
ISBN: 978-88-200-5219-5
ARGOMENTI:  BRIGATE ROSSE  COCO FRANCESCO  VITTIME
Massimo Coco è una delle vittime degli Anni di Piombo. Suo padre Francesco, magistrato, fu ucciso nel 1976, nel primo attacco terroristico alle Istituzioni dello Stato. La sua storia, in fondo, non è diversa dalle tante già scritte e la sua sofferenza è quella di tutti i famigliari che hanno subito, dopo la perdita improvvisa e violenta di un padre, un marito o un figlio, anche l’umiliazione di non veder riconosciuti i propri diritti, l’ostilità della burocrazia, l’indifferenza delle Istituzioni. Se ha deciso di parlare di sé e del padre non è dunque per aggiungere un tassello a un quadro noto, ma per porre una domanda alla quale, nelle testimonianze delle altre vittime, non ha trovato risposta: “Ma voi, la rabbia, dove l’avete messa?” Nessuno sembra indignarsi nel vedere gli assassini di ieri intervenire sui giornali e ottenere pubblicamente un perdono che non hanno cercato. Nessuno denuncia l’ipocrisia di cerimonie commemorative trasformate in riti che assolvono le coscienze, o la banalità di spettacoli che mettono in scena commoventi riconciliazioni alleggerite del peso del passato. In questo libro, Massimo Coco chiede che l’esercizio della memoria rispetti il patto che lega i sopravvissuti a chi si è sacrificato per non venire meno ai propri principi. Il patto ci chiede non solo di preservare il ricordo, ma di distinguere fra eversori e difensori della legge, di assicurare la giustizia, di superare il lutto per poter guardare a quei fatti con senso di responsabilità. (dalla seconda e terza di copertina)