IL DELITTO NOTARBARTOLO

1893 IL PRIMO GIALLO DI MAFIA

CATEGORIA: MAFIA

NUMERO: 1470
CASA EDITRICE: RUSCONI EDITORE
COLLANA:
COPERTINA IL PROCESSO NOTARBARTOLO DA L’ILLUSTRAZIONE ITALIANA, ANNO XXVI, NUMERO 49, 3 DICEMBRE 1889. GRAFICA DANILO SILVA
AUTORE: SPERONI GIGI
CITTA’: MILANO
MESE/ANNO: NOVEMBRE 1993
ISBN: 88-18-12122-7
ARGOMENTI: MAFIA COSA NOSTRA  NOTARBARTOLO EMANUELE  
 Giovanni Falcone abitava in Via Notarbartolo. È una casa facile da trovare grazie alla magnolia che sorge accanto all’ingresso, perennemente in fiore per i messaggi di solidarietà che, come bianchi petali, la gente appunta sui rami di quella strana pianta, silenziosa testimone della volontà dei siciliani onesti di ribellarsi al ricatto della mafia.    Che nel secolo scorso veniva chiamata «maffia» e volle tra le sue prime vittime proprio l’uomo a cui è stata dedicata la via dove andò poi a vivere il magistrato, ucciso assieme alla moglie e agli agenti della scorta.
Singolari coincidenze che fanno meditare.    L’assassinio del marchese Emanuele Notarbartolo, già sindaco di Palermo e direttore del Banco di Sicilia, è un truce episodio ormai dimenticato anche se, nel 1893, sconvolse e indignò l’opinione pubblica così com’è avvenuto dopo la strage di Capaci del 23 maggio 1992. Fu un delitto di cent’anni fa dalle impressionanti analogie con i giorni nostri: per il clima in cui maturò, il movente che lo provocò, il coperchio che sollevò rivelando inquietanti complicità tra le istituzioni e la maffia, con un deputato alla sbarra in un maxi processo (il primo), che vide 503 testimoni (tra cui tre ex ministri, undici deputati, sette senatori), dopo un’istruttoria con i ritmi incalzanti del giallo, dove la cronaca diventa memoria storica.