RAGAZZI DI MALAVITA

IL PIU’ DOCUMENTATO LIBRO SULLA BANDA DELLA MAGLIANA

Categoria: MAGLIANA (BANDA DELLA)
Numero: 850
Casa Editrice: BALDINI CASTOLDI DALAI EDITORI
Collana: SUPERNANI
Città: MILANO
Anno e Mese: NOVEMBRE 2005
ISBN: 88-8490-889-2
Argomenti:  P2 LOGGIA  MAFIA  SELIS NICOLINO  SERVIZI SEGRETI BANDA DELLA MAGLIANA
Autore: BIANCONI GIOVANNI

«Le ultime azioni da uomo libero del duca Massimiliano Grazioli Lante della Rovere furono quelle di salire sulla sua Bmw 320 grigia metallizzata, accendere il motore e percorrere qualche centinaio di metri. Era buio, le diciotto e trenta di lunedì 7 novembre 1977… La Bmw 320 del duca era quasi arrivata all’incrocio di via della Marcigliana con via Salaria, quando un’Alfetta spuntò all’improvviso dal lato della strada, la strinse e obbligò il duca a fermarsi…». I sequestri di persona erano allora, per così dire, di moda in Italia, tra quelli per terrorismo e quelli per lucro. Ma la banda che portò via «don Massimiliano» non era composta da «professionisti» e quel sequestro significò un salto di qualità per Franco Giuseppucci e i suoi amici di Trastevere, di Testaccio e della Magliana. Il duca ci rimise la pelle, e il suo assassinio fu il primo atto di rilievo di quella che è stata definita la banda della Magliana, ma in un certo senso non è mai stata una banda e, più che un’organizzazione, è stata un ambiente, una sorta di contenitore in cui hanno transitato e fatto affari i personaggi più diversi, e si sono consumate alleanze, tradimenti e vendette, senza capi e un progetto unitario che non fosse il controllo del malaffare, come principale e inesauribile fonte di ricchezza. Giovanni Bianconi ricostruisce, basandosi sullo studio approfondito e appassionato degli atti processuali accumulatisi in anni d’inchieste giudiziarie, una sconvolgente storia di delinquenza collettiva. Proprio per l’assenza di organismi decisionali e di confini alle attività della banda che non è mai stata una banda, le vicende della Magliana si intrecciano con tutte quelle dei personaggi di spicco della cronaca italiana, da Pippo Calò a Totò Riina, da Raffaele Cutolo a Licio Gelli, un groviglio di soprusi, atrocità e misteri. Il volontariato del male. Oreste del Buono