Il piano “Stella del MAR” dei neofascisti prevedeva una catena di folli azioni terroristiche. Gli sviluppi delle inchieste a Brescia e a Rieti per la strage di piazza della Loggia. Doveva scattare 48 ore prima del 12 maggio. I guerriglieri del “Movimento di azione rivoluzionaria” intendevano compiere il bis di Portella delle Ginestre sparando a Milano su un corteo di lavoratori con una mitragliatrice nascosta in un furgone. Nelle grotte della Valtellina erano state già predisposte le basi per i terroristi. Portato a Brescia per un interrogatorio e poi rilasciato l’avvocato Adamo Degli Occhi, leader della “maggioranza silenziosa” milanese – Unità civile e chiarezza politica – Si cerca una terza “Land Rover” carica di tritolo e di kamikaze. L’esistenza di quest’altro “vagone della morte” è stata confermata dall’interrogatorio di due “terroristi neri” detenuti a Rieti. L’Esposti sarebbe stato il fornitore dell’esplosivo di tutti i gruppi eversivi di estrema destra – Salite a sette le vittime della strage.

CORRIERE DELLA SERA
IL PIANO "STELLA DEL MAR" DEI NEOFASCISTI PREVEDEVA UNA CATENA DI FOLLI AZIONI TERRORISTICHE
Editore: CORRIERE DELLA SERA
Autore: AA.VV.
