SULLA STORIA DELL’OCCIDENTE
All’interno del testo (pagine 273-275 – “Piazza della Loggia”) una breve citazione riguardante la strage di Brescia, nella quale il filosofo sottolinea come – a parer suo – rispetto al risorgente neofascismo “… C’era ben altro dietro le «squallide minoranze» o gli «imbecilli» che razionalizzavano «le proprie tare private» – C’era il problema dell’avanzata del Partito comunista italiano, che con i consensi elettorali ottenuti stava andando verso la conquista democratica del governo – e, questo, all’interno di una situazione internazionale dove la sfera di influenza degli Stati Uniti, alla quale l’Italia apparteneva, non avrebbe mai consentito che al governo, in Italia, ci andassero i comunisti”. E poco più avanti prosegue così la sua analisi: “Di fronte alla possibilità di una conquista democratica del potere da parte del comunismo, tale forza agisce in modo che il Pci risponda agli attentati terroristici con azioni illegali, che avrebbero consentito il ripristino autoritario della legalità e, con la messa al bando del Pci, l’eliminazione del pericolo comunista”.
CATEGORIA: BRESCIA (STRAGE DI PIAZZA DELLA LOGGIA)

