ABISSO

CUBA 1962. IL MONDO A UN PASSO DAL CONFLITTO NUCLEARE

CATEGORIA: KENNEDY JOHN

NUMERO:  3508
CASA EDITRICE: NERI POZZA EDITORE – www.neripozza.it
COLLANA: I COLIBRI’
COPERTINA: JOHN F. KENNEDY E ROBERT F. KENNEDY ALLA CASA BIANCA, 1962, ASSOCIATED PRESS/LAPRESSE
AUTORE: HASTINGS MAX
TITOLO ORIGINALE: ABYSS. THE CUBAN MISSILE CRISIS 1962
CITTÀ: MILANO
MESE E ANNO: NOVEMBRE 2024
ISBN: 9788854521148
ARGOMENTI: CUBA  KENNEDY JOHN  RUSSIA  CHRUSCEV NIKITA  CASTRO FIDEL  USA
Furono i tredici giorni più famosi della Storia, tra il 16 e il 28 ottobre 1962, quelli in cui Stati Uniti e Unione Sovietica rischiarono di far esplodere la Guerra fredda in guerra atomica. Nei tre mesi precedenti, Nikita Chruščev aveva schierato segretamente missili balistici nucleari sulla costa nord di Cuba. L’America, dal canto suo, aveva installato i suoi Jupiter in Italia e in Turchia e tentato, senza riuscirci, l’invasione dell’isola per rovesciare Fidel Castro. In quei giorni l’umanità si sporse sull’abisso della totale autodistruzione, e per un soffio non vi cadde dentro. Proprio in quel 1962, infatti, John F. Kennedy, uno dei tre attori in scena insieme al leader sovietico e a quello cubano, si ritrovò spesso a citare il bestseller di Barbara Tuchman I cannoni d’agosto, a proposito della Grande Guerra: nessuna delle potenze belligeranti intendeva scatenare il gigantesco conflitto che sarebbe seguito. Eppure. Con quello che si potrebbe ormai definire “il metodo Hastings” – ossia il modo in cui il giornalista, storico, polemologo da oltre mezzo secolo rende godibile a tutti la grande Storia –, Abisso ci fa rivivere in presa diretta i giorni cruciali in cui si discusse se attaccare Cuba, guardare i sovietici marciare dentro Berlino Ovest e poi entrare in una guerra globale. Attraverso lo sguardo di capi di Stato, ufficiali sovietici, contadini cubani, piloti americani, fautori del disarmo britannici, avremo accesso a interviste, documenti d’archivio, registrazioni, diari, testimonianze dirette. Su quell’apocalisse sfiorata ed evitata grazie, in fin dei conti, a singoli uomini che hanno saputo fermarsi. E mai quella storia lontana sessant’anni sembrerà tanto vicina. (dalla seconda di copertina)