ANDREAS BADER, ULRIKE MEINHOF, GUDRUN ENSSLIN. UN RACCONTO A PIU’ VOCI
Anni settanta. Un manipolo di uomini e donne fa tremare la Repubblica federale tedesca. È la Rote Armee Fraktion. L’organizzazione terroristica d’ispirazione marxista-leninista che dà il via alla «guerra dei sei contro sei milioni», come la definirà Heinrich Böll. Andreas Baader, Gudrun Ensslin, Ulrike Meinhof, Jan-Carl Raspe, Holger Meins e Horst Mahler contro tutta la Germania. Il dramma inizia tra Berlino e Francoforte sul Meno. Si chiude a Stoccarda, con l’imponente ultimo atto messo in scena a Stammheim, il carcere di massima sicurezza in cui si svolge il processo più lungo e costoso della Repubblica federale tedesca. E dove il 18 ottobre 1977 i fondatori della Raf furono trovati morti nelle loro celle. Nel ricostruire la vicenda esemplare della banda Baader-Meinhof, sullo sfondo delle svolte e avanguardie culturali, degli attentati e delle tensioni di quegli anni, Agnese Grieco indaga l’origine e il significato dell’idea di una rivoluzione radicale che, insieme alla Germania, investì tutta l’Europa. Immergendosi nell’intimità dei suoi protagonisti attraverso scritti privati e immagini dell’epoca, analizza i valori libertari originari e la loro drammatica trasformazione in impulsi distruttivi e autodistruttivi, che condurranno i militanti della lotta armata alla teorizzazione del «corpo come arma». Umanità e violenza, la lotta fino al sacrificio come unica possibilità di sopravvivenza individuale sono le categorie che fanno rientrare la vicenda della Raf nel solco del nichilismo e del terrorismo ottocentesco europeo, e russo in particolare. Anatomia di una rivolta è un appassionante libro di storia politica che indaga tragici tracciati esistenziali e supera la spettacolarizzazione del male per restituirci l’anima inquieta della Germania. (dalla seconda di copertina)
