CHI HA AMMAZZATO PECORELLI

OMBRE, SOSPETTI E INTERROGATIVI SU UNO DEI GRANDI MISTERI DELLA REPUBBLICA
CATEGORIA: PECORELLI
NUMERO: 2101 – 029PDF
AUTORE : FAGIOLO ROBERTO
CASA EDITRICE: NUTRIMENTI – https://www.nutrimenti.net/libro/saggistica/igloo/chi-ha-ammazzato-pecorelli/
COLLANA: IGLOO 80
COPERTINA: CARATTERI SABON MT PRO E DIN SCHRIFT, DIGNATO DALLA FONDERIA DAVID STEMPEL
CITTÀ: ROMA
ANNO E MESE: MARZO 2019
ISBN: 978-88-6594-645-9
ARGOMENTI: GELLI LICIO  MI.FO.BIALI  GOLPE BORGHESE  ITALCASSE  SEQUESTRO MORO
Interminabili processi, numerosi testimoni, migliaia di pagine di verbali. Una lista variegata di ‘potenti’ sospettati, tutti inevitabilmente assolti. A quarant’anni dal delitto Pecorelli, un saggio documentato e rigoroso ricostruisce gli inquietanti retroscena dell’attentato e l’intricata rete di legami e inimicizie del giornalista, incrociando le prove e i reperti di maggior interesse con le testimonianze più importanti, per tentare di far luce su uno degli omicidi più misteriosi della Prima Repubblica. Roma, 20 marzo 1979. Alle 20.30 Carmine Pecorelli, direttore del settimanale OP, lascia la redazione insieme a due collaboratori. Prendono strade diverse. Pecorelli si dirige verso la sua auto, parcheggiata in via Orazio. Passano pochi istanti e il corpo del giornalista giace riverso sui sedili di una Citroën verde. Gli hanno sparato attraverso il finestrino. Quattro colpi di pistola, il primo in bocca, tolgono violentemente di scena un giornalista controverso, abile quanto scomodo, in grado di accedere a dossier e segreti tra i più scottanti della storia della Prima Repubblica: dal golpe Borghese allo scandalo petroli, al caso Moro. Ma chi ha ucciso Mino Pecorelli e perché? Il vastissimo campo d’interesse in cui le sue indagini si muovono fa di Pecorelli un bersaglio possibile per esponenti di diversi mondi, dalla politica alla criminalità organizzata. Cosa dicono le carte, dalle prime indagini agli ultimi esiti processuali? Identikit vaghi, reperti nascosti e ritrovati, reticenze, testimonianze contraddittorie, depistaggi compromettono un’inchiesta che non è riuscita ancora oggi a dissipare le ombre di quella sera di quarant’anni fa.