VIOLENZE, REPRESSIONI E STATO DI DIRITTO NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA (1945-1995)
CATEGORIA: LOTTA ARMATA
NUMERO: 1956
CASA EDITRICE: DONZELLI EDITORE – www.donzelli.it
COLLANA: SAGGI. STORIA E SCIENZE SOCIALI
COPERTINA SCONTRI TRA STUDENTI E FORZE DELL’ORDINE DAVANTI ALLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA A VALLE GIULIA, 1 MARZO 1968
AUTORI: DOGLIANI PATRIZIA – MATARD BONUCCI MARIE-ANNE
CITTA’: ROMA
GIORNO/MESE/ANNO: 10 FEBBRAIO 2017
ISBN: 978-88-6843-584-4
ARGOMENTI: POLIZIA DI STATO CARCERE LOTTA ARMATA EVERSIONE DI DESTRA MAFIA PADOVA RDT SCARANTINO VINCENZO 7 APRILE COMMISSIONE STRAGI
Com’è possibile combattere la violenza rispettando lo Stato di diritto? Come può uno Stato fronteggiare gruppi che avversano radicalmente la democrazia, approfittando delle libertà di espressione, di informazione, di circolazione di cui godono i cittadini? Come conciliare le esigenze di «sicurezza» della popolazione e della cosiddetta «opinione pubblica» con il rispetto della democrazia? Esiste un uso ragionato della forza rispettoso dei diritti fondamentali? Si tratta di interrogativi molto attuali, eppure sono stati spesso posti nell’Italia repubblicana, che nel corso della sua storia ha dovuto confrontarsi con forme cruente, e qualche volta concomitanti, di violenza di natura sociale, politica e criminale. Nuove leggi sono state emanate per accrescere i poteri delle forze dell’ordine, facilitare le inchieste e le procedure giudiziarie. Per far fronte ai diversi tipi di violenza, si è così accumulato un «patrimonio di saperi e di metodi», per poter passare da un contesto a un altro. Questo libro propone una riflessione a più voci su come la relazione tra violenza e repressione abbia determinato un particolare modo di fare politica e di concepire la democrazia in Italia. Attraverso l’analisi di vicende che hanno segnato profondamente la storia della Repubblica (dal sequestro Moro e gli anni di piombo alle stragi della mafia), emerge dai saggi che compongono il volume l’immagine di una «democrazia insicura» della propria capacità di proteggere lo Stato e le istituzioni di fronte alla violenza. Una democrazia «insicura» altresì nel difficile compito di garantire i diritti fondamentali dei suoi cittadini. Ma la storia dell’Italia repubblicana può anche insegnare qualcosa sul modo di arginare tensioni sociali, eversione politica e crimine organizzato in un periodo in cui le principali democrazie del mondo si stanno confrontando con l’emergenza terrorismo.
