GABBIE VUOTE

PROCESSI PER OMICIDIO A PALERMO DAL 1983 AL MAXIPROCESSO. RICERCA SVOLTA DAL CENTRO SICILIANO DI DOCUMENTAZIONE “GIUSEPPE IMPASTATO” SU COMMISSIONE DEL CENTRO STUDI GIURIDICI E SOCIALI “CESARE TERRANOVA”

CATEGORIA: MAFIA

NUMERO:  3422
CASA EDITRICE: FRANCOANGELI
COLLANA: POLITICA/STUDI
COPERTINA PAUL KLEE, RIVOLUZIONE DEL VIADOTTO, 1937 (PARTICOLARE)
AUTORI: CHINNICI GIORGIO – SANTINO UMBERTO – LA FIURA GIOVANNI – ADRAGNA UGO
CITTÀ: MILANO
MESE E ANNO: 1992
ISBN:9788820472320 
ARGOMENTI: PROCESSO  PALERMO  MAGISTRATURA  MAFIA  MAXIPROCESSO  BUSCETTA TOMMASO  CONTORNO SALVATORE  SINAGRA VINCENZO  CALZETTA STEFANO

La ricerca completa l’analisi sull’omicidio a Palermo già svolta da Giorgio Chinnici e Umberto Santino, nell’ambito del progetto “Mafia e società” del Centro Imposimato, e pubblicata nel volume La violenza programmata edito da FrancoAngeli nel 1989. Qui l’analisi aveva un taglio vittimologico. La ricerca attuale si rivolge agli autori dei delitti. Sono stati esaminati gli atti processuali del tribunale di Palermo del periodo 1983-1987, ma, per il rilievo che ha assunto il maxiprocesso si è andati oltre il limite tematico (i procedimenti riguardanti i delitti di sangue) e temporale dei progetto di ricerca. Invece di presentare un unico rapporto finale, il gruppo di lavoro ha preferito approntare quattro saggi. il primo offre il quadro generale, presentando i risultati della ricerca. II secondo è dedicato allo studio degli aspetti più significativi del maxiprocesso. II terzo studia più dettagliatamente un aspetto cruciale del maxiprocesso qual’è quello dei “pentiti”. II quarto affronta le problematiche nascenti dal nuovo codice di procedura penale in materia di connessione processuale. La ricerca vuole essere un’analisi documentata di una realtà così grave e complessa, eppure pochissimo studiata, qual è il processo per omicidio. In particolare per delitti di mafia. Un contributo, inoltre, al dibattito sul processo penale, che ha accompagnato la pubblicazione del nuovo codice. Un dibattito che dovrà continuare se si tiene conto anche della gravità di fatti recenti che hanno portato alla scarcerazione di imputati già condannati con il massimo della pena tanto in primo grado che in appello.