FUORI MARINI, DENTRO I FASCISTI. INTERVENTI DI PIO BALDELLI, LANFRANCO BINNI, MARCO BOATO, SANDRO CANESTRINI, DARIO FO, G.B. LAZAGNA, SEBASTIAN MATTA, FRANCA RAME, GIULIO SAVELLI, GIULIANO SPAZZALI, PIETRO VALPREDA. CRONOLOGIA STORICA, LETTERE, POESIE, TESTIMONIANZE
CATEGORIA: MARINI GIOVANNI
NUMERO: 55P01 (374) – 1556
CASA EDITRICE: BERTANI EDITORE
COLLANA: QUADERNI DI INTERVENTO MILITANTE 1
A CURA DI: SOCCORSO ROSSO MILITANTE
CITTA’: VERONA
MESE/ANNO: FEBBRAIO 1974
ISBN: –
ARGOMENTI: MARINI GIOVANNI POESIA SALERNO ANTIFASCISMO MILITANTE
APPELLO PER LA LIBERAZIONE DI GIOVANNI MARINI, MILITANTE ANTIFASCISTA. Dopo 13 mesi di carcere preventivo, il processo al compagno Giovanni Marini è stato fissato per il 28 febbraio prossimo. Giovanni Marini è in carcere dal 7 Luglio 1972, colpevole di non essersi fatto ammazzare nel corso di un’aggressione fascista. Militante della sinistra rivoluzionaria, anarchico, aveva raccolto prove importanti sull’assassinio di quattro compagni testimoni a favore di Valpreda; i quattro compagni erano stati eliminati in un <<incidente>> provocato da un camion nei pressi di una villa del nazista Valerio Borghese. Fu Giovanni Marini a scoprire l’identità del guidatore: un uomo di Borghese. A questo punto scattò l’operazione che doveva portare all’eliminazione fisica di Marini, che venne aggredito – a Salerno – da una banda di fascisti armati. Nello scontro che ne seguì, mentre si trovava con altri due compagni, uno dei fascisti aggressori rimase ferito e poco dopo morì. Rinviato a giudizio per <<omicidio volontario>>, indicato come <<mostro da sbattere in prima pagina>> (presentato come <<sciagurato>> da alcuni giornali della sinistra parlamentare), il compagno Marini ha subito mesi e mesi di torture: continuamente trasferito di carcere in carcere, sottoposto a pestaggi, legato sul letto di contenzione per quaranta giorni (a Caltanissetta), costretto a subire ogni violenza da parte delle direzioni carcerarie. Perchè? Perchè il compagno Marini è un militante che anche in carcere non ha abbassato la testa un solo momento, si è legato agli altri detenuti, ha denunciato sistematicamente ogni violenza e ogni abuso. Per questo si è tentato (a Matera, a Caltanissetta) di sopprimerlo fisicamente. Ma non solo per questo la sua vita è in pericolo. Si tenta chiaramente di non farlo arrivare vivo al processo, a un processo che sarà un nuovo atto di accusa contro le complicità fra mafia democristiana e fascisti, e in cui passerà una netta discriminante fra l’antifascismo di classe (contro il fascismo di stato) e la vuota demagogia di chi parla di <<valori della Resistenza>> e reprime o aiuta a reprimere il movimento popolare. La vita di >Giovanni Marini è in pericolo. Strappiamolo al carcere con un a larga mobilitazione che veda unite tutte le forze rivoluzionarie, progressiste e sinceramente democratiche. Solo così possiamo strappare Marini ad una <<morte di stato>>, e trasformare il processo del 28 febbraio in un momento di fronte di lotta antifascista e popolare. LIBERIAMO MARINI! 1974 – Soccorso Rosso Militante.
