IL COMMISSARIO

GLI ANNI SPEZZATI. LUIGI CALABRESI MEDAGLIA D’ORO. PREFAZIONE DI MARCELLO VENEZIANI

CATEGORIA: CALABRESI LUIGI
NUMERO: 1608
CASA EDITRICE: ALBATROS ENTERTAINMEMENT/EDIZIONI ARES – www.ares.mi.it
COLLANA: SAGITTA 
FOTO DI COPERTINA: LUIGI CALABRESI AL PROCESSO “LOTTA CONTINUA” – DEBELLIS/AGENZIA FOTOGRAMMA
AUTORE: GARIBALDI LUCIANO – VENEZIANI MARCELLO (PREFAZIONE)
CITTA’: MILANO
MESE/ANNO: DICEMBRE 2013
ISBN: 9788881555925
ARGOMENTI: LOTTA CONTINUA  CALABRESI LUIGI  BRIGATE ROSSE  PIAZZA FONTANA  PROCESSO  TORTORA ENZO  
«Garibaldi seguì negli anni la vicenda Calabresi con passione civile e rigore di cronista, ne fece una battaglia di principio e di verità storica. Anche grazie a testimonianze come la sua, a Calabresi fu data dal presidente Ciampi, con trentadue anni di ritardo, la medaglia d’oro al valor civile. Un riconoscimento postumo, assai postumo, che si insinuava come una piccola parentesi nel fiume di parole, interventi, pressioni per la grazia a Sofri e Bompressi. Nell’immaginario collettivo del Paese, i martiri erano diventati loro, non Calabresi. La vicenda Calabresi resta una ferita profonda nella storia civile ma anche culturale del nostro Paese. Non possiamo dimenticare che si mobilitarono contro di lui, in un famigerato manifesto, i quattro quinti della cultura e dell’intellighentia italiana. Ottocento firmatari, l’intero establishment culturale, accademico, editoriale e giornalistico italiano, tuttora in auge, si schierarono contro di lui, lo squalificarono, lo delegittimarono. Non dirò che gettarono le basi per il suo assassinio, ma crearono comunque un clima di ostilità che fu alle origini di quel delitto. Garibaldi ripercorre in modo appassionato e incalzante, attento ai dettagli e alle sfumature, la vicenda Calabresi, preceduta dal caso Pinelli – che Garibaldi tratta col rispetto che merita – e dal caso Valpreda, con rimandi alla vicenda Tortora e al sequestro Sossi, per poi tuffarsi in quel tunnel misterioso delle stragi senza volto e senza mandante che restano come un macigno sulla coscienza civile e nella memoria divisa del nostro Paese». (dalla quarta di copertina)