LA LEADERSHIP DI GELLI, IL “GOLPISTA” ANDREOTTI, I DEPISTAGGI DELLA “DOTTRINA MALETTI”
CATEGORIA: BORGHESE JUNIO VALERIO (GOLPE)
NUMERO: 2319 – 022PDF
CASA EDITRICE: LUIGI PELLEGRINI EDITORE – https://www.pellegrinieditore.it/il-golpe-borghese-quarto-grado-di-giudizio-seconda-edizione-ampliata-e-aggiornata/
COLLANA: CHECK-IN
AUTORE: MAZZA FULVIO
CITTÀ: COSENZA
ANNO E MESE: NOVEMBRE 2020
ISBN: 978-88-6822-939-9
ARGOMENTI: GELLI LICIO BORGHESE JUNIO VALERIO GOLPE ANDREOTTI GIULIO MALETTI GIANADELIO SID SERVIZIO INFORMAZIONI DIFESA LABRUNA ANTONIO PELLEGRINO GIOVANNI AFFARI RISERVATI SOGNO EDGARDO PACCIARDI RANDOLFO DE MAURO MAURO PIAZZA FONTANA
Esattamente 50 anni fa (nella notte fra il 7 e l’8 dicembre 1970), Junio Valerio Borghese mise in atto un colpo di Stato che è passato alla Storia come il “Golpe Borghese”. L’azione eversiva si bloccò all’1,49 dell’8 dicembre quando diversi commandos erano già penetrati nel Ministero dell’Interno e altri stavano per mettere a segno tre ulteriori azioni cruciali: l’occupazione della Rai, il sequestro del presidente della Repubblica Giuseppe Saragat e l’assassinio del capo della Polizia Angelo Vicari. La causa del blocco fu un perentorio “contrordine” emanato dallo stesso Borghese subito dopo aver ricevuto una misteriosa telefonata. Nei mesi successivi vennero avviate svogliate indagini che non portarono a nulla. Il quadro cambiò quando un agente segreto del Sid, il capitano Antonio Labruna, aprì una nuova inchiesta riuscendo a scoprire mandanti ed esecutori. Produsse un “Malloppo documentario” che fu però censurato dal suo capo, il generale Gian Adelio Maletti, e dal ministro della Difesa, Giulio Andreotti. Il depistaggio andò in porto e la Cassazione sentenziò che il “Golpe” non era mai accaduto…
