IL PROLETARIATO NON SI E’ PENTITO

TESTIMONIANZE E DOCUMENTI RACCOLTI E COMMENTATI DA UN GRUPPO DI COMPAGNI DEL COORDINAMENTO DEI COMITATI CONTRO LA REPRESSIONE. A CURA DI ADRIANA CHIAIA

Categoria: CARCERE
Numero: 1245
Casa Editrice: GIUSEPPE MAJ EDITORE
Collana: 
Città: MILANO
Anno e Mese: LUGLIO 1984
ISBN: 
Argomenti: CARCERE  BRIGATE ROSSE  PENTITISMO  REPRESSIONE  LOTTA ARMATA
A cura di: CHIAIA ADRIANA

Un’opera che è stata la pietra miliare della lotta contro il pentitismo e la dissociazione dalla lotta di classe e dalla lotta rivoluzionaria. Contiene un’analisi profonda e apre gli occhi sulla natura politica della operazione politica della borghesia e della scelta dei militanti che hanno compiuto questo passo. Articolato in tre parti, il libro affronta il tema del regime carcerario, delle torture fisiche e psicologiche che i comunisti hanno subito in carcere, individua il processo per cui il pentitismo è stato possibile a causa dei limiti interni del movimento rivoluzionario, si addentra nell’analisi più ampia per cui il regime repressivo e di controrivoluzione preventiva si è dotato di strumenti e metodi finalizzati non solo ad arginare il movimento rivoluzionario, ma a intaccare e sfaldare l’intero movimento di classe, operaio e proletario, attuando dinamiche che hanno colpito direttamente gli operai, i proletari, i comunisti. La compagna Adriana Chiaia, curatrice del libro, ammette che quest’ultima parte non è assolutamente esaustiva, si tratta infatti di una serie di spunti analitici da arricchire con la pratica che ogni comunista ha vissuto e vive sul proprio territorio, nella propria pratica, nella lotta. Questo libro è un contributo indispensabile per affrontare con serietà lo studio dell’esperienza degli Anni Settanta in Italia, del Movimento Rivoluzionario che ha coinvolto migliaia di compagni, lavoratori, donne, studenti e trarre insegnamenti per la rinascita del movimento comunista.