LA BOMBA ALLA STAZIONE, I PROCESSI, I MISTERI, LE TESTIMONIANZE. 2 AGOSTO 1980 – 2 AGOSTO 2020. A CURA DI BEPPE BONI
CATEGORIA: BOLOGNA (STRAGE ALLA STAZIONE)
NUMERO: 2340
CASA EDITRICE: EDIZIONI MINERVA – https://www.minervaedizioni.com/la-strage-del-2-agosto.html
COLLANA: CLESSIDRA
GRAFICA DI COPERTINA: ILLUSTRIFICIO MORSKIPAS – ALESSANDRA BATTARA
FOTOGRAFIE: FERRARI PAOLO – SCHICCHI GIANNI
A CURA DI: BONI BEPPE – BRAMBILLA BONI (PREFAZIONE)
CITTÀ: ARGELATO (BO)
ANNO E MESE: LUGLIO 2020
ISBN: 978-88-33242842
ARGOMENTI: BOLOGNA STAZIONE ANNI DI PIOMBO STRATEGIA DELLA TENSIONE FRONTE POPOLARE LIBERAZIONE PALESTINA TERRORISMO INTERNAZIONALE SALEH ABU AUTOBUS 37 NUCLEI ARMATI RIVOLUZIONARI NAR BELLINI PAOLO LOGGIA P2 GELLI LICIO CARLOS LODO MORO MITROKHIN
L’orologio è ancora lì, ancora fermo sull’ora dell’Apocalisse. Alle 10:25 del 2 agosto 1980, un sabato di sole, mentre l’Italia va in vacanza con il sorriso sulle labbra, una bomba fa esplodere la stazione di Bologna. È la più grande strage del Dopoguerra in Italia, in quel periodo già devastata dal terrorismo, al centro della strategia della tensione e degli Anni di piombo: muoiono 85 persone e 200 rimangono ferite. Le indagini partono a senso unico, verso la bomba di matrice neofascista, replay di precedenti fatti analoghi. La verità giudiziaria, in un’altalena di svariati processi, certifica la condanna all’ergastolo per Valerio Fioravanti e la sua compagna Francesca Mambro, la coppia “Bonnie and Clyde” dei Nar, e per Gilberto Cavallini, a 30 anni per Luigi Ciavardini. Il quinto uomo, in attesa di giudizio dopo 40 anni, è Paolo Bellini, ex Primula Nera. Ma la condanna di Mambro e Fioravanti divide ancora, non convince da più parti, anche a sinistra, è considerata piena di lacune. Intorno allo scenario della strage si muovono personaggi ambigui, depistatori e servizi segreti, affiora piena di misteri e indizi la pista alternativa dei terroristi palestinesi indicata dai nostri 007, ma non presa per buona dalla magistratura. E i mandanti di Fioravanti e Mambro? Secondo un’ultima inchiesta innescata dall’Associazione familiari delle vittime sono quattro deceduti, fra cui Licio Gelli capo della P2. I palestinesi, che collaboravano con brigatisti rossi e terroristi di Carlos lo Sciacallo, finanziati dalla Germania dell’Est, avevano avvertito: faremo attentati in Italia. Perché? Perché, dicono i servizi segreti e le conclusioni della commissione Mitrokhin, l’Italia non rispettò il Lodo Moro, patto che prevedeva libera circolazione di armi e membri del Fplp in Italia. Un romanzo criminale, fra trame e ombre, che non ha ancora la parola fine.
