METROPOLI

CATEGORIA: METROPOLI

NUMERO: 2P09 – FALDONE METROPOLI

CASA EDITRICE: METROPOLI
COLLANA: MENSILE POLITICO. L’AUTONOMIA POSSIBILE
AUTORI: AA.VV.
CITTÀ: ROMA
ANNO E MESE: APRILE 1980 – ANNI II, NUMERO 2
ISBN:
ARGOMENTI: CARCERE  RUSSIA  FIAT  AUTONOMIA OPERAIA  
La rivista ha una lunga gestazione e solo nel giugno del 1979 appare il primo numero. Così viene raccontata la genesi della rivista in articolo redazionale del quarto numero: “L’idea di fare Metropoli ci è venuta alla fine del ’77; allora volevamo fare un giornale in cui convergessero tutti coloro, gruppi o singoli, che nelle lotte di quell’anno si erano riconosciuti, per rilanciare in avanti il dibattito, per vedere se si riusciva, tutti insieme, a trovare un modo di far politica che fosse all’altezza delle cose espresse dal movimento. Questo progetto è fallito subito. Siamo rimasti, alla fine del ’78, una decina di persone, con collocazioni politiche e personali diverse, ma uniti dalla volontà di chiarire delle cose, di mutare i termini in cui si ponevano molti problemi, di provare ad allargare le prospettive dei nostri discorsi. Volevamo fare politica – quella sovversiva, la sola che ci piaccia –, e questo ci pareva il solo modo. E ci pare ancora: solo un imbecille può credere davvero che sia una copertura; oppure uno che pensa che politica oggi si fa solo con la pistola. Alcuni di noi, i “romani”, da tempo si erano ritirati da ogni rapporto di militanza attiva, ma non ne potevano proprio più di lavorare. Altri, come Bifo, venivano dall’esperienza del movimento bolognese e di Radio Alice. Altri ancora, come Scalzone, militavano in una organizzazione dell’autonomia milanese, i Comitati Comunisti Rivoluzionari. Erano i soli ad avere un legame organizzativo, ma questo fatto non entrò mai nel lavoro della rivista: l’unico punto di contatto fra questa e i comitati milanesi fu il doppio impegno di lavoro e militanza di alcuni redattori. Quella organizzazione poi si sciolse alla fine del ’78: e lo stesso Oreste Scalzone lo scrisse sul “Pre-print” che curò in carcere”. Alcuni dei redattori della rivista (Scalzone, Piperno, Lauso Zagato) furono arrestati in seguito all’operazione 7 aprile, ancora prima cioè che il numero arrivasse in edicola. Due giorni dopo la sua apparizione, la rivista fu subito sequestrata e mandati di cattura furono poi spiccati contro altri suoi redattori. Il secondo numero apparve solo un anno dopo, nell’aprile del 1980. Progettata per essere un mensile, solo a partire dal numero 3, apparso nel febbraio del 1981, la rivista esce con regolarità bimestrale fino al dicembre dello stesso anno, quando appare il numero 7, l’ultimo. (Wikipedia).