OLTRE I CENTO PASSI

CON LE ILLUSTRAZIONI DI VAURO

CATEGORIA: IMPASTATO GIUSEPPE

NUMERO: 2188
CASA EDITRICE: PICKWICK – www.pickwicklibri.it
AUTORE: IMPASTATO GIOVANNI
COLLANA:
CITTÀ: MILANO
ANNO E MESE: FEBBRAIO 2020
ISBN: 978-88-5544-603-7
ARGOMENTI: MAFIA  RADIO AUT  CINISI
Nel testo troviamo rievocata le storie di Giuseppe Impastato e di sua madre Felicia. Il primo ucciso dalla mafia e la seconda la cui esistenza è stata sconvolta a seguito dell’omicidio del figlio. A far da sfondo ai ricordi dell’autore – il fratello di Giuseppe, Giovanni – il contesto mafioso nel quale l’assassinio è stato consumato. Ma non solo. Numerosi anche i rimandi al clima investigativo appena successivo all’episodio con i depistaggi messi in atto da alcuni appartenenti alle forze dell’ordine. Nel libro anche il racconto degli anni passati dai familiari ed amici di Giuseppe alla ricerca della verità processuale, affinché venisse acclarato come Peppino Impastato non fosse un terrorista, bensì una delle poche voci libere apertamente schierate in opposizione all’incontrastato dominio mafioso a Cinisi. La lettura disegna inoltre le vicissitudini e le difficoltà che hanno contraddistinto la costituzione di “Casa della Memoria”, pervicacemente voluta in ricordo di Peppino e divenuta nel tempo “l’altare laico” inteso come “luogo di memoria e di divulgazione della verità su Peppino e la mafia e anche un centro culturale”.  
È la primavera del 1977 quando Peppino Impastato, insieme a un gruppo di amici, inaugura Radio Aut, una radio libera nel vero senso della parola. Da Cinisi, feudo del boss Tano Badalamenti, e dall’interno di una famiglia mafiosa, Peppino scuote la Sicilia denunciando i reati della mafia e l’omertà dei suoi compaesani. Una voce talmente potente che poco più di un anno dopo, la notte tra l’8 e il 9 maggio, viene fatta tacere per sempre. Ma pure questo è uno degli errori della mafia: pensare corto. Perché, anche se non era scontato, la voce di Peppino da allora non ha mai smesso di parlare, di lottare per la dignità delle persone, di illuminare la strada. È una strada lunga, se si pensa che ancora oggi chi ha depistato le indagini sull’omicidio di Peppino ha fatto carriera, mentre chi invocava la verità non c’è più. Ma è una strada percorsa ormai da migliaia di persone. Per la prima volta, Giovanni, fratello di Peppino, che ne ha raccolto il testimone, fa il punto della situazione delle mafie – e delle antimafie – in Italia, dall’osservatorio di Casa Memoria e del Centro Impastato, da quarantanni in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata.