PINELLI

LA FINESTRA E’ ANCORA APERTA

CATEGORIA: PINELLI GIUSEPPE (PINO)

NUMERO: 1939
CASA EDITRICE:  EDIZIONI COLIBRI’ – https://www.colibriedizioni.it/maior/schede/pinelli.html
COLLANA: MAIOR
COPERTINA: LA FINESTRA IN COPERTINA E’ STATA LIBERAMENTE TRATTA DALL’ELABORAZIONE GRAFICA DI MARIELLA BERNARDINI IDEATE PER LA COPERTINA DI “E ‘A FINESTRA C’E’ LA MORTI”. EDIZ. ZERO IN CONDOTTA
AUTORI: FUGA GABRIELE – MALTINI ENRICO – ANGOSCINI FIORENZO (COLLABORATO) – NECCHI ELDA (COLLABORATO)
CITTÀ: PADERNO DUGNAGO (MI)
ANNO E MESE: DICEMBRE 2016
ISBN: 978-88-97206-35-
ARGOMENTI: PINELLI PINO  PIAZZA FONTANA  STRATEGIA DELLA TENSIONE  CALABRESI LUIGI  VALPREDA PIETRO 
Giuseppe “Pino” Pinelli, trova la morte nella notte tra il 15 e il 16 dicembre del 1969 nella Questura di Milano, tre giorni dopo la strage di Piazza Fontana. Ventuno anni dopo la sentenza, siamo nel 1996, si scoprono a Roma i documenti segreti di un ufficio detto degli Affari Riservati, struttura potente quanto “occulta”, facente capo al Ministero dell’Interno. Migliaia di fascicoli rivelano una sistematica azione di intrusione, sottrazione di corpi di reato, depistaggi, manipolazione di testi, occultamento di indizi, falsificazioni di prove nelle indagini sulle stragi di quegli anni. Solo nel 2011, quando la “Casa della Memoria” di Brescia inizia un vasto progetto di digitalizzazione di atti giudiziari, quei documenti e quelle deposizioni escono dagli archivi dei tribunali e divengono accessibili a storici, ricercatori, giornalisti. Solo allora si scopre che molti di questi riguardano da vicino la vicenda in cui Pinelli trovò la morte.
Premessa. Franco Trincale Lamento in morte di Giuseppe Pinelli. Parte Prima. I. Tempo di stragi. II. 12 dicembre… e subito, Pinelli e Valpreda. III. Giuseppe Pinelli, Pino, “ferroviere anarchico”. Pietro Valpreda, “il ballerino”. Le prove. IV. Quando il silenzio fa paura. Un accordo scellerato. Le vittime di piazza Fontana. V. “come corpo morto cade”. VI. Le inchieste. Caizzi e Amati. Il processo Calabresi-Baldelli. La denuncia di Licia, l’istruttoria D’Ambrosio. …e il “malore attivo”. VII. Un teleradio, quattro borse ed un cordino. Quando e dove sparisce il cordino. Di che colore erano le borse. Gli avvisi di reato ai funzionari. I processi per la strage del 12 dicembre 1969. Parte Seconda. Non dimenticano. VIII. 1975 – 1996, ventuno anni dopo. Il rinvenimento del deposito segreto di via Appia. IX. Affari molto riservati. Come gli Affari Riservati conducevano le inchieste: Pinelli e i treni. X. Chi c’era in quei giorni nella Questura di Milano. XI. Chi è Silvano Russomanno. XII. La spia. L’arruolamento di Enrico Rovelli. “Il grande gioco”. XIII. Le deposizioni dei testi di fronte ai magistrati. La deposizione di Ermanno Alduzzi. La deposizione di Giuseppe Mango. La deposizione di Antonio Pagnozzi. XIV. Le Deposizioni dei Capi: Catenacci e Russomanno. XV. Così parlò Carlucci, “onesto e misurato”. XVI. Chi spiava chi. Gli “amici milanesi” spiati dalla spia. Quella notte nella stanza di Calabresi. XVII. Se Calabresi è innocente. La fonte “Dario”. La vicenda Nardella. La cravatta bianca. La querela a Pio Baldelli, direttore del quotidiano «Lotta Continua«««, che il ministero dell’interno non volle fare Lotta Continua e la fonte “Como” .XVIII. Chi c’era in quella stanza? .XIX. Epilogo. Appendice. Lapidi. La lettera aperta di Giuseppe Gozzini. Un’informativa sul “noto servizio”. L’appunto del Sid del 17 dicembre. Agosto 1969, a Riccione un fermo anomalo. Il minutissimo frammento…. Emolumenti elargiti a confidenti e collaboratori. Chi è Jean-Pierre e perché parlano male di lui?. Come eravamo: il rapporto Mazza.