SERVIZIO SEGRETO

CRONACHE E DOCUMENTI DEI DELITTI DI STATO

CATEGORIA:  ROATTA MARIO

NUMERO: 2990
CASA EDITRICE: ODRADEK – https://www.odradek.it/Schedelibri/serviziosegretob.html
COLLANA: ICOLLANA BLU
AUTORE: CONTI CLARA – PINARDI DAVIDE (INTRODUZIONE) – MARCHESELLI MARGHERITA (NOTE BIOGRAFICHE)
CITTÀ: ROMA
ANNO E MESE: MARZO 2010
ISBN: 978-88-96487-08-2
ARGOMENTI: SERVIZI SEGRETI  FASCISMO  DOPOGUERRA  ROATTA MARIO  SIM  II GUERRA MONDIALE
Un’inchiesta partita per individuare i responsabili della mancata difesa di Roma nel settembre del ’43 – a carico, quindi, dei generali Roatta e Carboni e di tutte le massime cariche dello Stato, compresi re, luogotenente e le collegate gerarchie militari – si era poi sviluppata giungendo a fare un po’ di luce sugli aspetti più ambigui della politica estera fascista e su alcune delle tante “iniziative” del SIM, il Servizio di Informazione Militare, negli anni immediatamente precedenti la guerra. Scritto nel 1945, questo libro racconta, nell’immediatezza degli avvenimenti, le traversìe di una complessa indagine condotta da Italo Robino, giudice istruttore dell’Alto Commissariato per le Sanzioni contro il Fascismo. Un documento storico significativo sia sui fatti oggetto della sua inchiesta, sia, e ancor più, sul clima nel quale essa nacque e si sviluppò e come tale viene pubblicato in una nuova edizione, corredato dei necessari apparati. Ci si imbatte così nelle vicende dell’uccisione dei fratelli Rosselli; nei sabotaggi terroristici a navi e treni per danneggiare la Repubblica spagnola in lotta contro Franco; nell’attentato al Re di Jugoslavia Alessandro I; nel caso di Jacir Bey e dello “strano” svolgimento di alcune decisive battaglie durante la campagna d’Etiopia, ecc… Ecco allora una sorta di old italian epic, una narrazione mozzafiato, una soggettiva giudiziaria che anticipa la temperie in cui siamo sempre più immersi nel nostro presente: i tormentati rapporti con la stampa, i militari un po’ minacciosi e un po’ untuosi, la solitudine del magistrato, l’illegittima ingerenza del Governo nei poteri giudiziari, l’eterodirezione di potenze straniere. Ci piace riproporre un giudice giacobino in tempi di sindrome anti “giustizialista”, cioè della solita miscela di realismo e trasformismo, della ragnatela di relazioni occulte tra amici degli amici fin ben dentro le istituzioni, insofferente di qualsiasi regola – figuriamoci della Costituzione (o di qualsiasi costituzione), che di ogni regola è stabile fondamento. Ma ci piace, con questo libro, aggiungere un altro tassello a quella “saga” iniziata per Odradek da Silverio Corvisieri, dedicata quindi a quel biennio 1944-’45, in cui lo Stato, al mutare di tutto il resto riesce a perpetuarsi, sia pure perdendo qualche pezzo, in un’orgia di mediazioni e patteggiamenti.