Il libro è essenzialmente costituito dal racconto delle esperienze di diciotto giovani della sinistra extraparlamentare, il cui percorso politico radicale si è concluso con la partecipazione degli stessi a formazioni terroristiche armate: P.L. (Prima Linea) e B.R. (Brigate Rosse). Una delle storie raccolte riguarda Roberto Rosso (P.L.) ed è interessante perché egli sembra cogliere nella strage di Brescia e nei successivi funerali, una data di svolta riguardante una effettiva “disponibilità operaia e proletaria all'uso della forza”. Così a pagina 161: “L'esito del referendum sul divorzio viene letto come un passaggio decisivo nella perdita di autorità e di consenso dello Stato. Le centinaia di migliaia di persone in piazza dopo la strage di Brescia e quelle che seguiranno i funerali, il grado di mobilitazione e di organizzazione fa parlare di disponibilità operaia e proletaria all'uso della forza”.

VITE SOSPESE
LE GENERAZIONI DEL TERRORISMO. LE STORIE DI DICIOTTO GIOVANI CHE HANNO PARTECIPATO ALLA LOTTA ARMATA NEGLI ANNI '70
