Si tratta del testo che riporta quasi integralmente la seconda parte della relazione della Commissione parlamentare Stragi, presieduta dal senatore Giovanni Pellegrino, datata 1992, che si occupò di quarant’anni di strategia della tensione, di attentati ed assassinii politici. Dell’attentato bresciano (pagine 28 ÷38) si approfondiscono le indagini giudiziarie relative alle cosiddette piste “bresciana” e “milanese”, fino alla sentenza-ordinanza del giudice Zorzi. Significativo il commento che a questo lungo iter giudiziario la Commissione riserva: “… E se pure è vero che l’articolata complessità delle vicende giudiziarie è una caratteristica quasi costante nei processi di strage, la vicenda bresciana si presenta anche per tali profili come un episodio straordinario, sia per la mole imponente del materiale giudiziario prodotto, sia per il carattere aggrovigliato dell’iter, dove i procedimenti si incrociano, si sovrappongono, anticipano la trasformazione di testimoni in imputati, e dove si registra la morte violenta di un condannato” (pag.28÷29).
L’ITALICUS, BOLOGNA, IL CASO MORO, USTICA NELLA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE STRAGI

