All'interno del programma “Chi l'ha visto?”, condotto da Federica Sciarelli, trova spazio anche un episodio relativo alle indagini sulla strage di Brescia. Il riferimento è alla mancata rogatoria che il giudice Zorzi aveva intenzione di effettuare nei confronti di Gianni Guido, detenuto in Argentina presso un carcere di Buenos Aires. La vicenda prende le mosse dalla coabitazione in cella a S. Gimignano tra uno dei “massacratori del Circeo” e Buzzi. Nel corso della reclusione il pregiudicato bresciano si sarebbe lasciato andare a confidenze con Guido, riguardanti la bomba di Piazza della Loggia. Assassinato Buzzi, l'unica persona in grado di riferire circa tali contenuti rimane il neofascista romano nel frattempo rifugiatosi nel paese sudamericano. Concordata la data della rogatoria con le autorità straniere, la stessa viene spostata a seguito di un telex spedito dal Ministero degli Esteri italiano senza peraltro che il giudice inquirente ne fosse al corrente. Questo improvviso, quanto immotivato slittamento dell'atto istruttorio, permetterà a Gianni Guido di avere il tempo necessario per organizzare la sua evasione. Il “depistaggio Guido” viene ricostruito – nel servizio curato da Pino Rinaldi – grazie ad una intervista parallela al giudice Guido Salvini ed a Manlio Milani. Infine un intervento del consulente della “Commissione Stragi” Aldo Giannuli, avente quale oggetto il “Noto Servizio”, la cui conoscenza da parte del …………….

