FASCICOLO

SENTENZA N.16397/14 DEL 21/02/2014

LE MOTIVAZIONI

84 pagine – depositate il 15 aprile 2014 – nelle quali sono contenute le motivazioni della sentenza della Corte Suprema di Cassazione (Vº sezione penale) con la quale sono stati valutati i ricorsi delle diverse parti processuali avverso il pronunciamento della Corte d’Assise d’Appello di Brescia che nell’aprile 2012 aveva assolto tutti gli imputati per la strage di Brescia: Delfino Francesco, Zorzi Delfo, Tramonte Maurizio e Maggi Carlo Maria. La Cassazione ha ritenuto di confermare il verdetto assolutorio soltanto per i primi due imputati (Delfino e Zorzi), mentre per Tramonte e Maggi ha ritenuto di rinviare le loro posizioni processuali ad un nuovo esame. In sintesi ecco come i giudici romani “inquadrano” la figura del primo: “Maurizio Tramonte non racconta tutto quello che sa e soprattutto non fornisce alcun elemento utile a scongiurare la perpetrazione dell’attentato stragistico. Egli, per sua stessa ammissione, omette nei suoi racconti nomi e fatti sia per evitare di autoaccusarsi (…) L’impressione è che Tramonte scelga di collaborare con gli inquirenti al fine di precostituirsi una possibile protezione, senza incidere in modo rilevante sull’attività della destra eversiva (pag.52÷53).” Ed ancora: “… la sentenza deve essere annullata … in quanto viziata da una omessa motivazione sulla sua qualifica di infiltrato e da una illogicità manifeste con riferimento sia all’entità e alla natura del suo contributo collaborativo, sia alla valutazione delle sue dichiarazioni (pag.58).” Invece per Maggi leggiamo a pagina 78 della deliberazione “… vi sono moltissimi indizi che paiono essere convergenti verso un suo ruolo determinante nell’organizzazione della strage, mentre non sembra esservi un’ipotesi alternativa a quella accusatoria che possa fare da filo conduttore per tutti gli indizi enumerati …).

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