Si tratta della autobiografia di Tommaso Staiti “Militante del MSI a sedici anni, consigliere comunale a Milano, parlamentare, membro della segreteria del partito, (…) appartiene alla generazione che ha vissuto in prima linea la politica italiana dagli anni Cinquanta agli anni Novanta”. Nel testo anche alcuni riferimenti – diretti e non – circa la strage di Brescia. Il primo dei quali indica nell'identikit “sbarbato” di Esposti, una delle manovre poste in essere dai corpi dello Stato per fornire alla pubblica opinione il colpevole ideale dell'eccidio di piazza della Loggia. Cita inoltre Cesare Ferri come strumento utilizzato come ulteriore “depistaggio” delle indagini sul crimine, mentre a Delfino attribuisce un “ruolo misterioso” nell'intera vicenda.

