PERIODICO

CANDIDO

NO ALLA SPIRALE DEL SANGUE

La strage di Brescia “vista da destra”. Ecco come il settimanale Candido – il cui direttore politico era Giorgio Pisanò – informa i suoi lettori sugli avvenimenti di Piazza della Loggia. Si deve tener presente che questo numero del periodico reazionario è stato chiuso proprio in coincidenza dell’eccidio, il 28 maggio e ciò inevitabilmente comporta che al suo interno non siano molti i riferimenti all’attentato a causa del limitato tempo che i redattori hanno avuto a disposizione per “chiudere” il numero. La prima pagina è completamente occupata dalla scritta a caratteri cubitali “NO ALLA SPIRALE DEL SANGUE. Basta con la propaganda di odio: tutti gli italiani devono unirsi per stroncare la criminalità politica”. Tra gli articoli desta attenzione quello titolato “Lei può fermare la spirale di sangue. Lettera al Presidente della Repubblica”. Il testo è una richiesta a Giovanni Leone per un intervento teso ad affermare la completa estraneità agli episodi terroristici perpetrati nell’ultimo periodo (strage di Piazza della Loggia compresa) alla destra parlamentare missina. Il giornalista intende sollecitare la massima carica istituzionale affinché non attribuisca sull’onda emotiva che i caduti di Brescia hanno causato nella pubblica opinione, giudizi dettati dall’emozione contingente e non basata su indizi sicuri che al momento egli ritiene non possano esistere. Altro “pezzo” (“Brescia respinge la provocazione e chiede: pena di morte per gli assassini”) è costituito da una breve cronaca – trasmessa a poche ore dello svolgersi dell’attentato – con la quale gli inviati ci presentano una città in preda al panico e bloccata dal terrore (“… Pochissime automobili circolano in centro. Una atmosfera di paura grava sulle strade”). Seguono interviste ad un rappresentante delle forze di polizia che lamenta la scarsità di mezzi idonei a combattere la criminalità politica e ad alcuni cittadini che richiedono a tutta voce il ripristino della pena capitale per i responsabili della strage.

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